per un difetto di rievocazione, il mostro s'è disciolto dal suo giogo e insegue ad ogni istante un altro istante: durante l'evasione, sterili rami venano la lisca pinnata del suo corpo calloso e galoppante, ormai lanciato nella periferia d’una periferia parca di ombre, solcata da cerniere scollimate - nella spianata delle interpunzioni saluta una sirena collassata che smorza il canto e l’osserva impennarsi su un cumulo d'erbacce disseccate “passa di qui la circonlocuzione?” domanda l’ippocampo - poi, per nulla interessato, nitrisce, blocca la sua transumanza e se ne torna pigramente a casa